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FAQ

1. COSA DICE L’OMS (ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’) SULL’INQUINAMENTO DELL’ARIA?

 

Nel 2005 l’OMS ha pubblicato un report di fondamentale importanza sull’inquinamento dell’aria e i rischi associati per la salute: Esistono prove sufficienti a dimostrazione del fatto che l’esposizione al PM incide negativamente sulla salute della popolazione sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Gli effetti sulla salute sono molteplici, sebbene siano predominanti quelli di natura respiratoria e cardiovascolare. L’OMS ha stabilito delle linee guida per l’esposizione giornaliera e annuale al PM10 e PM2,5. Ad esempio, il valore annuale per l’esposizione annuale al PM2,5 è definito in 10µg/m3.

Nel 2015 l’OMS ha riferito dei costi economici dell’inquinamento atmosferico sulla salute: L’OMS dichiara che le stime attuali degli effetti congiunti dell’inquinamento ambientale e domestico permettono di annoverare 7 milioni di morti premature ogni anno nel mondo, che rappresentano un ottavo di tutte le morti nel mondo.In Europa l’OMS stima che il costo economico delle circa 600.000 morti premature e malattie causate dall’inquinamento dell’aria nel 2010 è stato di 1,6 trilioni di dollari. Questa cifra corrisponde circa a un decimo del prodotto interno lordo (PIL) dell’intera Unione Europea nel 2013.

2. COS’E’ IL PM1 E DA DOVE DERIVA?

 

Il PM1 è la frazione di particolato presente nell’aria che include tutte le particelle aventi diametro inferiore a 1 micron (µm). Come riferimento, 1 micron = 1/1000 di un millimetro. La maggior parte delle particelle classificate come PM1 è originata dai processi di combustione. Una delle principali fonti negli ambienti urbani sono le emissioni dei veicoli, specialmente dei motori diesel. Altre sorgenti includono la produzione di energia, gli incendi boschivi e i fuochi all’interno degli edifici, come le stufe a legna o a carbone, e le candele.

3. QUALI SONO LE DIFFERENZE FRA PM1, PM2,5 e PM10?

 

Il PM1, PM2,5 e PM10 definiscono rispettivamente tutte le particelle aventi diametro inferiore a 1 µm, a 2,5 µm e a 10 µm. Di conseguenza, ogni rilevamento del PM2,5 include il PM1 e, analogamente, ogni rilevamento del PM10 include sia il PM1 che il PM2,5. Ciò detto, ci sono tuttavia importanti differenze fra le particelle aventi un diametro molto fine da quelle con un diametro più ampio:

  • Il numero di particelle di diametro inferiore a 1 µm è di vari ordini di grandezza superiore al numero di particelle di diametro fra 1 e 2,5 µm che, a sua volta, è significativamente superiore rispetto alle particelle comprese fra 2,5 e 10 µm. E’ appurato che la grande maggioranza delle particelle presenti nell’aria, in quanto a numero, ha un diametro inferiore a 1 µm .

  • Per contro, anche se esse sono presenti in numero maggiore, le particelle di diametro inferiore a 1 µm contribuiscono solo in piccola parte all’ammontare del peso complessivo del PM nell’aria. Il contributo al peso totale del PM aumenta con l’aumentare delle dimensioni del particolato.

  • L’analogia di una manciata di sabbia e di una manciata di ciottoli può essere utilizzata per illustrare i punti i) e ii) qui sopra.

4. QUALI PARTICELLE RAPPRESENTANO LA PIU’ SERIA MINACCIA ALLA SALUTE UMANA?

Il corpo umano possiede difese naturali nei confronti delle particelle aerotrasportate come i peli nasali e le mucose. Tuttavia queste sono efficaci solo nei confronti delle particelle più grandi, specialmente quelle superiori a 10 µm. Le particelle più piccole (PM1) non vengono trattenute da queste barriere e sono in grado di raggiungere le parti più piccole dei polmoni, gli alveoli. Qui possono contribuire allo sviluppo di problemi respiratori ed altre serie malattie. Inoltre è ormai appurato che le nanoparticelle (<0,05 µm) e le particelle ultrafini (0,1 µm) penetrando all’interno dei polmoni possono entrare nel flusso sanguigno e di conseguenza raggiungere gli organi principali come il cuore, il cervello, il fegato e il sistema endocrino. Dunque è chiaro che il più grande rischio per la salute umana legato all’inquinamento atmosferico è rappresentato dall’inalazione del particolato fine, il PM1, che include per lo più nanoparticelle e particelle ultrafini.